
A Furore, per diversi anni, funzionarono tre cartiere e tre mulini a palmenti. Siccome una ruota di pietra del mulino girava per macinare i cereali, a volte capitava che una di questa si rompesse, costringendo così a chiudere per vari giorni, in attesa di farne un’altra, ciò comportava un notevole disagio, tanto che i mugnai dicevano che questo fosse il peggior danno che potesse accadere alla loro attività.
Per questo motivo i lavoratori delle cartiere, costruirono una piccola Cappella, situata presso il Fiordo di Furore e la dedicarono a S. Caterina d’Alessandria, protettrice dei mugnai, perché salvata dalla ruota.
La Cappella è parte integrante del complesso rupestre originario che si trova nella profondità del Fiordo, il quale come ben ricordato in altre pagine, si è formato in origine dal torrente lo Schiato che scende a picco dal bordo dell’altopiano di Agerola con le rocce a strapiombo e la vegetazione che si aggrappa nelle fenditure delle pareti, i gruppi di case ricavate con tenacia nella roccia che ancora oggi possiamo osservare visitando il Fiordo stesso, rappresentano un episodio naturale ed antropico unico di grande suggestione. La chiesa di Santa Caterina alla ruota costruita in parte servendosi della cavità naturale si trova in posizione riparata e rispetto all’apertura dell’insenatura. Originaria cappella ad uso dei pochi abitanti e pescatori del fiordo ha un’architettura semplice ed allo stesso tempo ricercata.

