
Furore, nel corso dei secoli, si è sviluppato prima con la costruzione di picole case rifugio, poi con dei casali ed infine con i caseggiati che, attualmente la fanno somigliare più ad un villaggio che ad un paese vero e proprio. All’inizio del XIX Secolo, il territorio di Amalfi, oltre al centro abitato, comprendeva anche i casali ad Ovest: Conca, Pogerola, Pastena, Tovere, Vettica ed infine il casale Regio di Furore che abbondava di frutti, vini, olii, carrube e ghiande, con una popolazione di circa 748 abitanti. Questa parte della Costiera è anche un luogo di transito degli uccelli migratori, in particolare le quaglie, che arrivando dai paesi caldi nel mese di maggio, attraversavano questi luoghi in stormi e trovandosi improvvisamente le montagne di fronte, erano costrette a rallentare l’andatura velocemente. Ciò faceva si che gli stessi uccelli, rimanessero nella zona diverso tempo, prima di riprendere il proprio viaggio, verso zone più fresche. Tutto ciò dava la possibilità ai cacciatori di riempire i propri carnieri ad iosa. Proprio per questo, il luogo richiamava molti dalle zone vicine che vi sostavano per svariati giorni. Anche questo potrebbe essere stato un motivo valido, da invogliare i cacciatori più benestanti a costruire in comunità una dimora stagionale occasionale disponibile nei periodi di caccia.

Furore era una Regia Unità, perché aveva una larga autonomia amministrativa da Amalfi. Fu considerato un Regio Casale di Amalfi fino al 1821, quando venne accorpato a Praiano. In ogni caso lo sviluppo demografico verificatosi alla metà del XVI secolo, venne interrotto dalla carestia del 1764 che portò alla morte per fame quasi duecentomila abitanti del Regno di Napoli. In questo periodo vi fu una rilevante diminuzione di frumento, e a subirne maggiormente le conseguenze fu proprio il territorio della Costiera Amalfitana, dove non esisteva una produzione di tale cereale.

Il Giustiniani nel suo “Dizionario geografico del Regno di Napoli” ed.1797, afferma: “Furore, paese montuoso e alpestre, è fiancheggiato dal lato est da un’angusta e ombrosa vallata, denominata lo Schiato, ed è bagnato da un limpido ruscello che dopo dato moto ad una fabbrica di carta emporetica e, a un mulino, va a scaricare le sue acque nel mare sottoposto”. Dal 1821 al 1828 Furore fu unificato al Comune di Praiano, venendo considerato da quest’ultimo poco più di una piccola frazione, successivamente dal 1829 e fino al 1927 divenne autonomo, salvo poi perdere , nuovamente la propria autonomia sotto il periodo fascista, venendo aggregato al Comune di Conca dei Marini. Fu solo all’indomani della fine della II guerra mondiale, più precisamente, nel 1948, che Furore ottenne, questa volta in maniera definitiva, la propria autonomia amministrativa.