Principale attrazione di Furore è il Fiordo, una delle spiagge più pittoresche e fotografate della Costiera Amalfitana. Il Fiordo di Furore ha avuto, per la sua morfologia, una attività portuale molto attiva e ricca di scambi commerciali dovuta soprattutto ad un’ottima protezione e difesa naturale dagli attacchi nemici, in particolare quelli dovuti ai saraceni.
Da molti definito un angolo di Norvegia tagliato nella roccia del Mediterraneo, questa insenatura, è in realtà molto diversa dai fiordi del nord Europa da cui prende il nome, e se ne sta incuneata tra due versanti della montagna divisi e attraversati dal fiordo stesso che si congiungono grazie ad un ponte alto 30 metri, su cui passa la Statale Amalfitana, ossia la strada che permette di percorrere senza soluzione di continuità tutta la Costiera Amalfitana, raggiungendo i paesi della Costiera partendo da Vietri sul Mare a Positano, fino ad arrivare successivamente alla Costiera Sorrentina.



Una delle caratteristiche più apprezzate è la temperatura, infatti grazie soprattutto alla conformazione della scogliera il sole testimonia la sua presenza solo dopo mezzogiorno permettendo una temperatura mai eccessivamente calda, cosa molto apprezzata nelle afosi giornate estive, dando così la possibilità di trascorrere delle giornate di vero e proprio relax .



Il Fiordo ospita un piccolo borgo marinaro recentemente restaurato, grazie alla sua particolarità rappresenta un quadro pittoresco di una rara bellezza, incorniciato da pareti a falesia verdeggianti di boschi e macchie termofile, lembi forestali ripariali, boschi misti di latifoglie (nella parte più alta del vallone), formazioni di macchia ad Erica arborea, ampelodesmeti, garighe e interessanti comunità rupicole (soprattutto nella parte più vicina a mare), intervallato da aree terrazzate. Gli edifici ci danno un’ampia testimonianza delle tradizioni e delle usanze del passato, usanze legate non solo alla pesca ma anche e soprattutto alla produzione della carta, un’industria molto redditizia dovuta anche alla vicinanza all’acqua. Il restauro ha permesso di recuperare le antiche strutture trasformandole in aree museali, tanto che, all’interno del Fiordo stesso, è possibile osservare due antichi edifici dell’industria manifatturiera locale, lo Stenditoio e la Calcara.
Il primo, lo Stenditoio, era il luogo in cui venivano fatti asciugare i fogli di carta, secondo la tradizione di quell’antica attività, che ha reso nel tempo famosa Amalfi, della produzione della carta. Mentre la Calcara, invece, veniva utilizzata per la lavorazione della pietra, che serviva all’edilizia locale.
Il Fiordo è anche famoso per essere stato teatro della tormentata storia d’amore tra Roberto Rossellini e Anna Magnani, a cui, tra l’altro, è dedicato il museo permanente situato nella sede di Villa della Storta, che qui girarono le scene dell’episodio centrale del film Amore: la storia di una pastorella del 1948.